Maggio 2018
Bonus Certificate svelati tra numeri e curiosità
- I primi certificati Bonus sono stati introdotti sul mercato SeDeX di Borsa Italiana nel 2004 e oggi rappresentano una quota importante del segmento dei certificati d’investimento (35% degli scambi e 41% degli strumenti quotati)
- Nel triennio 2015-2017, tra i certificati con evento barriera durante la vita dello strumento, nel 4% dei casi è stato liquidato l‘importo di rimborso massimo a scadenza
I primi certificati Bonus sono stati introdotti sul mercato SeDeX di Borsa Italiana nel 2004 e oggi rappresentano una quota importante del segmento dei certificati d’investimento (35% degli scambi e 41% degli strumenti quotati). Il nome “Bonus certificate”, diffuso tra i diversi paesi europei inclusi Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Inghilterra, evoca il premio “Bonus” che l’investitore ottiene a scadenza anche in scenari di moderato ribasso nei limiti della barriera. La prima evoluzione è stata l’introduzione del Cap, ovvero un tetto massimo al rendimento potenziale che ha consentito di abbassare il livello di barriera e incrementare l’importo del Bonus. Tanto più basso è il livello di barriera e maggiore la distanza del livello di barriera dalle quotazioni correnti del sottostante, maggiori saranno le probabilità di ottenere il Bonus a scadenza. I primi certificati di tipologia Bonus e Bonus Cap sono stati caratterizzati dalla barriera di tipo americano, ovvero osservata in continuo per tutta la vita dello strumento. L’innovazione introdotta in modo massiccio nel 2012 riguarda la tipologia di osservazione della barriera, che diventa discreta.
Sono nati i Top Bonus Certificate con barriera europea osservata solo alla data di valutazione finale. Nel settembre 2017, i livelli di barriera di protezione raddoppiano e sono associati ad altrettanti livelli di Bonus, dando origine ai Top Bonus Doppia Barriera di UniCredit. Anche in questo caso, la barriera è osservata solo alla data di valutazione finale.
Giusto per ricordare il funzionamento, a scadenza, se il sottostante è pari o superiore alla barriera superiore, l’investitore riceve il Bonus più elevato. In caso di ribasso più consistente, dove il sottostante è compreso tra i due livelli di barriera, anche in questo scenario l’investitore non subisce alcuna perdita e ottiene il prezzo di emissione maggiorato di un Bonus. Nello scenario peggiore, nel caso in cui la barriera inferiore venga infranta, come in un investimento diretto, l’importo di rimborso replica linearmente la performance negativa del sottostante rispetto al valore iniziale.

BONUS CERTIFICATE IN NUMERI
L’offerta di Bonus Cap Certificate UniCredit si è recentemente arricchita con nuovi sottostanti e scadenze, confermandosi il primo emittente sul mercato italiano per numero di certificati di tipologia Bonus con 371 strumenti attivi in questa categoria, di cui 229 Bonus Cap.
Guardando all’intero mercato SeDeX di Borsa Italiana, l’universo dei sottostanti dei certificati di tipologia Bonus è dominato dalle azioni (85,3%), seguite da indici azionari e in parte residuale da indici di materie prime. Le azioni italiane coprono i due terzi dell’offerta.
Nell’ampio ventaglio di titoli italiani e stranieri a grande e media capitalizzazione, 52 titoli azionari sono disponibili in via esclusiva con i certificati di tipologia Bonus emessi da UniCredit.

ANALISI DELLE PERFORMANCE STORICHE
Similmente all’analisi delle performance storiche dei certificati Cash Collect presentata nel numero 9 di onemarkets magazine, abbiamo selezionato come arco temporale il triennio 2015-2017. Complessivamente in tale periodo, sono stati emessi 1.338 Certificati, di cui 1.000 con barriera americana intraday (837 Bonus Cap, 115 Reverse Bonus Cap, 48 Bonus Cap Worst of) e i restanti con barriera europea osservata solo a scadenza (295 Top Bonus e 43 Top Bonus Doppia Barriera).
Di seguito le principali caratteristiche del campione:
- Le scadenze variano dai tre mesi ai tre anni e mezzo, con una durata media di un anno e tre mesi (Grafico 1);
- I livelli di barriera variano dal 65% al 100% del valore iniziale strike nel caso di certificati con barriera europea, dal 50% al 90% nel caso di Bonus Cap e dal 120 al 130% nel caso di certificati Reverse Bonus Cap (Grafico 2);
- I sottostanti sono principalmente azionari (89% azioni e 9,9% indici), seguiti da indici di materie prime ed Etf.
La prima domanda che sorge spontanea riguarda il numero di eventi barriera. Nel periodo in esame, complessivamente il 21% dei certificati ha infranto il livello di barriera. In particolare, tra gli strumenti con barriera continua intraday, l’evento barriera si è verificato con maggiore frequenza nella prima parte del ciclo di vita dello strumento (Grafico 3), dove la durata complessiva di ciascun certificato è stata uniformata a 100. Ricordiamo l’importanza di monitorare durante tutta la vita dello strumento la distanza tra le quotazioni correnti del sottostante e il livello di barriera. Tanto maggiore è la distanza dal livello di barriera, minore sarà la probabilità che venga infranta e maggiore la probabilità di ottenere il Bonus a scadenza.
Ricordiamo che nel caso di evento barriera, svanisce il Bonus e da quel momento in poi, il certificato replica la performance (nel caso di Bonus Cap) o l’inverso della performance (nel caso di Reverse Bonus Cap) del sottostante rispetto al valore iniziale strike. Nel caso in cui l’azione o indice sottostante si muovesse nella direzione sperata (rispettivamente al rialzo per i certificati Bonus Cap e al ribasso nei Reverse Bonus Cap), le quotazioni dello strumento si incrementeranno sino a raggiungere potenzialmente l’importo di rimborso massimo. Tra i certificati che hanno registrato un evento barriera durante la vita dello strumento, nel 4% dei casi l’importo di rimborso è stato pari al valore massimo, mentre in un ulteriore 3,3% dei casi questo si è attestato al di sopra del prezzo di emissione di 100 euro e, nei restanti casi, l’importo medio di rimborso è stato di 77,20 euro.
L’analisi sopra-esposta considera una strategia buy & hold. Tuttavia è bene ricordare che i certificati Bonus Cap e Reverse Bonus Cap, grazie alla reattività ai movimenti del sottostante, si adattano anche a strategie di breve termine. Tutti i certificati emessi da UniCredit sono negoziati sul mercato SeDeX MTF di Borsa Italiana o EuroTLX e UniCredit Bank GmbH ne assicura la liquidità esponendo in via continuativa quotazioni in denaro/lettera.
Le caratteristiche dei certificati, prezzi in tempo reale, prospetti informativi e documenti contenenti le informazioni chiave sono disponibili sul sito investimenti.unicredit.it.





