Ottobre 2017
Una strategia long/short per affrontare la bassa volatilità dei mercati
Nella simulazione che segue sono stati utilizzati i Bonus Cap
e i Reverse Bonus Cap, mentre il sottostante impiegato a titolo
di esempio per questa analisi è Banco BPM
La prosecuzione del trend positivo deimercati azionari, aiutato dal parziale rasserenamento sul fronte internazionale, e lo stazionamento della volatilità su minimi importanti, rende allo stato attuale difficile interpretare l’evoluzione futura dei mercati. Cosa attendersi: possibili prese di beneficio in vista di ulteriori rialzi, prosecuzione della fase positiva o inversione di tendenza?
In tale contesto di incertezza, e tenendo ben presente un vecchio adagio di borsa che recita “sell in may and go away”, i certificati di Investimento rappresentano lo strumento ideale per ottenere dei rendimenti sia in caso di prosecuzione del trend favorevole in atto sia nello scenario di eventuale storno dei mercati. In questo articolo metteremo in atto una strategia long/short utilizzando i certificati, con l’obiettivo di trarre profitto sia da scenari rialzisti che scenari ribassisti, nei limiti dei livelli di barriera.
Le tipologie di certificati utilizzati per tale esercizio sono i Bonus Cap e i Reverse Bonus Cap. Nel dettaglio, i Bonus Certificate consentono di ottenere un rendimento prefissato a scadenza qualora il sottostante non scenda mai al di sotto della barriera (in questo caso si parla di Bonus Cap, strumento con barriera americana, in continua) o non sia alla data di scadenza al di sotto della barriera (in questo caso invece si parla di Top Bonus, strumento con barriera europea,
a scadenza). Diversamente, i Reverse Bonus Cap Certificate consentono di ottenere un rendimento prefissato a scadenza qualora il sottostante non sia mai salito al di sopra della barriera.
Il sottostante utilizzato a titolo di esempio per questa analisi è Banco BPM, che ha di recente comunicato i risultati del primo trimestre dell’anno. Nel dettaglio, Banco BPM ha annunciato il 9 maggio i conti del primo trimestre 2018, che hanno evidenziato un utile netto di 223 milioni che beneficia di una plusvalenza di 176 milioni derivante dal riassetto nella bancassicurazione. Le commissioni nette sono scese del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il costo del credito è di 98 punti base. La strategia esaminata ha quindi per oggetto il titolo Banco BPM e si utilizzerà un Bonus Cap e un Reverse Bonus Cap. L’obiettivo di tale strategia è ottenere un doppio rendimento prefissato (bonus) nel caso in cui il titolo si mantenesse all’interno di un determinato range, delimitato dalle barriere dei due certificati presi in esame. Nella tabella a pagina 29 sono specificate le caratteristiche del Bonus Cap e del Reverse Bonus Cap su Banco BPM, entrambi con scadenza 21/12/2018.
Il Bonus Cap, codice ISIN DE000HV40137, corrisponde a scadenza (21/12/2018) un bonus pari a 131 se banco BPM non scendesse mai al di sotto della barriera di 1,8858 euro, distante attualmente il 37% rispetto alle quotazioni di 2,9950 euro alla data di redazione dell’articolo (15/05/2018). Il prezzo corrente del certificato è di 123,20 euro e il rendimento potenziale è del 6,3% (10,50% su base annua). Il Reverse Bonus Cap, codice ISIN DE000HV407U2, corrisponde a scadenza (21/12/2018) un bonus di 118 se Banco BPM non salisse mai al di sopra della barriera di 3,6348 euro, distante attualmente il 21,4% rispetto alle quotazioni di 2,9950 euro alla data di redazione dell’articolo (15/05/2018).
Ad oggi il prezzo del certificato è di 100,20 euro e il rendimento potenziale è al 17,7% (29,4% su base annua). Attuando tale strategia e andando quindi ad acquistare i due strumenti con le percentuali stabilite a discrezione dell’investitore a seconda della propria visione sull’evoluzione futura dei mercati, si avrebbe la possibilità di ottenere i rendimenti sopra indicati nel caso in cui il titolo si mantenesse da qui a dicembre all’interno del range 1,8858/ 3,6348 euro. Dal Grafico 1 si può notare come il titolo sia posizionato all’interno di questo trading-range dalla fine del 2016.
La barriera di 1,8858 euro è stata leggermente violata negli ultimi anni solamente per poche sedute in due occasioni, a inizio luglio e a inizio dicembre 2016 (doppio minimo in area 1,75), mentre l’estremo superiore di 3,6348 euro non viene oltrepassato dal maggio 2016, quando i livelli erano ben più alti, ed è stato solamente avvicinato a inizio ottobre 2017. In caso di rottura di una delle due barriere, la performance finale dell’operazione intrapresa dipenderà dalla percentuale allocata nei due strumenti. Ricordiamo che i certificati possono essere rivenduti in ogni momento prima della scadenza al prezzo denaro. Sul sito dell’emittente www.investimenti.unicredit.it, inserendo il codice ISIN è possibile seguire l’evoluzione degli strumenti in tempo reale e consultare i prospetti informativi.




