Novembre 2016
Elezioni americane: cosa ci dice la volatilità dei mercati
Contro ogni aspettativa, il campo repubblicano ha vinto, ribaltando i sondaggi pre-elettorali. La volatilità nei mercati europei ha reagito bene all'elezione di Donald Trump. Il mercato americano ha seguito quasi la stessa tendenza. Alcuni settori in particolare hanno registrato reazioni positive all'elezione di Trump, un'elezione che resta tuttavia sinonimo di incertezza e porta a pensare che i mercati resteranno nel loro range almeno nel breve termine.
Gli Stati Uniti hanno eletto il loro nuovo presidente, Donald Trump. Contro ogni aspettativa il campo repubblicano ha vinto, ribaltando i sondaggi pre-elettorali e i mercati hanno reagito in modo inatteso poiché dopo un'apertura in forte ribasso, l'indice EuroSTOXX50 (raggruppa i principali titoli dell'eurozona) e l'S&P500 hanno terminato la seduta di mercoledì in rialzo. Questa accoglienza relativamente favorevole si spiega con il discorso rassicurante che Trump ha pronunciato immediatamente dopo la propria vittoria, durante il quale il presidente eletto ha insistito sui propri obiettivi di riduzione delle imposte e sulla riforma fiscale.
Il polso dei mercati
La volatilità dei mercati europei ha reagito bene all'elezione di Trump. L'annuncio dei risultati è stato infatti accompagnato da una riduzione della volatilità implicita a breve termine dell'EuroSTOXX50. La volatilità implicita a 3 mesi ha anch'essa perso 0.6 punti durante la settimana successiva alle elezioni e si ritrova a livelli prossimi a quelli della settimana precedente, a 19.8% (livello alla chiusura dell'11 Novembre). L'indice VSTOXX, il benchmark per la volatilità dei mercati europei, scambia attualmente intorno al 22%, dopo aver perso 3 punti nel corso della settimana. Si avvicina così al livello chiave del 20%, che è stato il supporto negli ultimi 2 anni. Per andare più a fondo, esaminiamo la "skew della volatilità'". Sui mercati Europei la skew a breve termine si è rapidamente appiattita dopo la pubblicazione dei risultati elettorali, registrava invece un'impennata appena prima delle elezioni. Questo tipo di reazione corrisponde spesso ad aspettative rialziste da parte degli investitori. In effetti nelle ore successive alla pubblicazione dei risultati, molti operatori hanno rivenduto le proprie opzioni put a protezione del ribasso per comprare opzioni call e beneficiare di un rialzo. Questo tipo di flussi ha contribuito a una riduzione della skew. I mercati americani hanno seguito un trend analogo e il VIX - indice di riferimento per la volatilità dell'S&P500 - ha perso più di 7 punti a partire dal giorno delle elezioni.
I settori sotto i riflettori
Alcuni settori hanno reagito particolarmente bene all'elezione di Trump. Citiamo ad esempio i finanziari, che potrebbero beneficiare di un quadro regolamentare alleggerito, e dei farmaceutici, che tirano un sospiro di sollievo rispetto all'agenda di Hillary Clinton che prevedeva una riduzione dei prezzi dei farmaci. Infine il comparto industriale potrebbe beneficiare delle nuove spese attese per i grandi progetti infrastrutturali.
Cosa attendersi
I mercati hanno ora bisogno di maggiori informazioni sul piano che Trump metterà in pratica e quali saranno le priorità. Gli operatori si concentreranno ora sulla composizione del nuovo governo e su annunci che contengano dettagli sulla direzione delle politiche governative. L'elezione di Trump resta sinonimo di incertezza e ci attendiamo mercati che restino nel range almeno nel breve termine.
Tommaso Cotroneo - Ralph Zenatti
Equity Derivatives Strategist UniCredit




